INTERIORS

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29 marzo 2014

Made in Italy 2.0 : Arredaclick.com

Siamo a ridosso della settimana più importante dell'anno per noi designers, quella che aspettiamo con lo stesso fermento dei bambini che aspettano il Natale, per cui siamo disposti a consumare le suole delle scarpe, a trascinarci da un capo all'altro della città incuranti della stanchezza, per la quale facciamo scongiuri antipioggia ma poi il diluvio non ci ferma, che ci fa arrivare a domenica sera devastati ma soddisfatti, insomma: la settimana de Salone del Mobile di Milano. Ed è appunto per l'importanza che il ruolo del design gioca nel nostro Paese che oggi vorrei parlarvi di una realtà che è stata in grado di mettersi al passo coi tempi mantenendo centrali i valori storici legati al Made in Italy. Sto parlando di Arredaclick.com, e-commerce di complementi di arredo che è in realtà molto più di questo.  


Arredaclick offre infatti una vasta gamma di arredi totalmente personalizzabili, permettendo di calarsi nella parte del designer e configurare esattamente ciò che vi serve anche da casa vostra (tipo che se vi serve una misura o volete aggiungere un posto per i commensali che non ci sono: taaac!). Provare per credere, il sito è molto fruibile ed è inutile che vi stia a raccontare cosa potete fare, andate per esempio qui e divertitevi un po' con le configurazioni. 





Potete scegliere tutto, modello, dimensioni, rivestimenti, finiture. Ma la cosa importante da sottolineare secondo me è che scegliere Arredaclick significa avere la certezza di possedere un prodotto di alta qualità e soprattutto Made in Italy. E parlo di certezza non a caso: ogni complemento presente nel catalogo viene descritto dal generale al dettaglio tecnico, senza tralasciare il come è fatto, le certificazioni dei materiali, e last but not least vi spiegano chi è il produttore. Ed è esattamente questo che rende Arredaclick unico nel suo genere: si appoggia a noti produttori di arredi italiani, che costituiscono la rete alla base del servizio. Arredaclick è il primo portale italiano che ha saputo unire la tradizione artigianale per la quale siamo famosi nel mondo alle opportunità derivate dalle nuove tecnologie, riuscendo a diventare un sostegno concreto per le aziende italiane che lavorano per il settore dell'interior design. In questo momento di congiunture economiche sfigatelle, oltre ad essere una intuizione geniale mi sembra anche il modo più giusto di rinnovarsi senza perdere la cmpetenza e il pregio del nostro saper fare. Mica male no? Sosteniamo il design italiano!
25 marzo 2014

Pallet e arredo/2: cosa possiamo realizzare

Come detto nel post precedente, ecco una carrellata di cose che si possono realizzare con i pallet, sfruttando il falegname / manovale / whatever che c'è in ognuno di noi.






 Via Franco Alfei (l'idea di mettere le luci è top)


 Via Better Home and Gardens, tutorial su Just a Girl 1 e 2

 Via I like it


Via BCasa

Sul sito We are complicated trovate un tutorial molto ben fatto su come realizzare un letto, mentre se volete sapere qualcosa di più dal punto di vista tecnico c'è sempre Wikipedia che ci aiuta. Internet è stracolmo di cose che potete realizzare con i materiali di recupero, quindi se volete dare un tocco creativo alle vostre case o se avete bisogno di realizzare qualcosa a costo contenuto basta solo cercare e mettersi d'impegno, io al terzo post sull'argomento ho due palle(t) così, sappiatelo.


English text

As mentioned in the previous post, here's a rundown of things you can accomplish with pallets, using the carpenter / laborer / whatever there is in each of us.  
On the website We are complicated you can find a very well done tutorial on how to make a bed, but if you want to know something more from the technical point of view there is always Wikipedia that helps us. The Internet is jam-packed with things you can accomplish with recycled materials, so if you want to give a creative touch to your homes or if you need to make something inexpensive just try and get commitment, on the third post on the subject I have two palle(t) as well (italian pun!).


24 marzo 2014

Pallet e arredo/1: "The Pallet Project"

Come scrivevo nel post precedente, i pallet sono una risorsa incredibile per l'interior decor, soprattutto se avete pochi eurini da spendere. Come dico sempre, avere un budget limitato non vuol dire rinunciare ad ambienti belli e creativi. Su internet si trovano un sacco di tutorial sull'argomento, ma prima di fare una carrellata di progetti realizzabili con i bancali vorrei farvi vedere un esempio di interno realizzato totalmente con pallet. Sto parlando del "Pallet Project", un ufficio di Amsterdam il cui spazio interno è scandito dal continuo concatenarsi di questi materiali di recupero. L'intento dei progettisti e del committente (MOST Architecture e BrandBase) era infatti non solo creare un arredo funzionale all'interno dello spazio lungo e stretto, ma anche e soprattutto avere una struttura su cui ci si potesse sedere, sdraiare, stare in piedi, in una parola interagire, in modo da poter stimolare la creatività.
Trovate una spiegazione esauriente del progetto su Pokayoke, da cui ho preso le immagini.








Ma delle scale, ne vogliamo parlare? Potete trovare il video della realizzazione qui.
Se cercate "allestimento con i pallet" su google vi viene fuori la qualunque, a dimostrazione della loro versatilità. Vi farei vedere di quanta versatilità stiamo parlando qui ma poi mi viene un post con troppe immagini e non si capisce niente, quindi ne scriverò un altro. Cosa non si fa per divulgare conoscenza, ditemi voi! ;)


English text

As I wrote in my previous post, the pallets are an incredible resource for interior decor, especially if you have a few money to spend. As I always say, have a limited budget does not mean giving up having creative and beautiful environments. On the Internet there are a lot of tutorials on the subject, but before you do a roundup of achievable projects with pallets I would like to show you an example of an interior made ​​entirely with them. I'm talking about "Pallet Project ", an Amsterdam office whose interior space is punctuated by the continuous chain of these recycled materials. The intent of the designers and the client (MOST Architecture and BrandBase ) was in fact not only to create functional furnishings inside the long, narrow space, but also to have a structure on which we could sit, lie down, stand up, in a word interact, in order to stimulate creativity. 
Find a full explanation of the project on Pokayoke, from which I took the pictures.I really love the stairs! You can find the video of the construction on the link of the italian text. If you search for "set-up with pallets " on google there is any out, to prove their versatility. I'd show you of how much versatility we're talking about here but then I'd get a post with too many pictures and you would not understand anything, so I'll write another one. What do you do to spread knowledge, you tell me ! ;)


21 marzo 2014

DIY in the Weekend: Appendiabiti con i pallet

L'idea per questo DIY bricolage mi è venuta guardando le immagini della casa della stilista Courtney Klein, su blog My Scandinavian Home.
L'immagine incriminata è questa:


Realizzare un appendiabiti di questo tipo (qui anche con funzione di separè) è piuttosto semplice. Per prima cosa bisogna recuperare i pallet. Potete trovarli gratuitamente facendovi un giro nella zona industriale della vostra città e chiedendo alle aziende che trattano materiali per l'edilizia, che di solito non vedono l'ora di disfarsene. State attenti che siano in buone condizioni però. Se invece li volete nuovi basta comprarli dalle aziende che li producono, se non erro il costo per bancale è di 20/25 €. Un'altra alternativa è e-bay, c'è sempre qualcuno che li vende nuovi o seminuovi a prezzi molto bassi. State attenti alle misure perchè potete trovarne di dimensioni e tipologie diverse tra loro, scegliete quella più adatta al vostro caso
Una volta presi i vostri pallet, se non avete una levigatrice cominciate a piangere, poi armatevi di carta vetrata a grana grossa e olio di gomito. Scartavetrate tutto il legno in modo che non restino schegge.
A questo punto potete decidere se lasciarli color legno o dargli una tonalità a vostro piacere: nel primo caso passate tutto il bancale con una mano di impregnante ed eventualmente un turapori; nel secondo stendete un mordente all'acqua. Quando saranno asciutti, carteggiate nuovamente con carta a grana fine e stendete la tinta per legno che avate scelto. Se volete unirli come nell'immagine sopra potete usare delle piastrine metalliche da fissare con bulloni o viti, se invece volete appenderli al muro dell'ingresso vi serviranno dei tasselli, un trapano e qualcuno che sappia usare un trapano (ma io vi consiglio di sfruttare l'occasione per imparare, fare le cose con le proprie mani è una goduria incredibile!).
Voilà!
I pallet sono una risorsa incredibile, possono essere usati per fare un sacco di cose spendendo davvero poco, ma approfondirò la questione nel prossimo post perchè ho trovato un bel progetto da farvi vedere. Nel frattempo vi lascio con un video che mostra come realizzare un separè, buon week-end!

19 marzo 2014

Il design dell'interno: copricerniera ELA

Oggi vorrei presentarvi un prodotto bello e innovativo, vincitore del premio "Innovazione d'interni" all'IMM di Colonia 2013 e, più recentemente, del prestigioso "Product Design Award" all'IF DESIGN 2014. Sto parlando del copricerniera ELA, progettato dai designer Dafne Koz e Marco Susani per l'azienda SAMET.
ELA è un rivestimento, una vera e propria cover morbida ed elastica che copre le cerniere metalliche all'interno dei nostri arredi in modo da renderle raffinate e femminili. La sua struttura sottile e flessibile accompagna il movimento delle componenti meccaniche della cerniera stessa, permettendo una normale apertura e chiusura delle ante. Per esempio, questa è la cerniera di un'anta del mio armadio:


Con ELA la vedremmo così:


Molto meglio, vero? In più ci vedo due vantaggi collaterali. Il primo è che le parti metalliche vengono completamente nascoste, impedendo a vestiti, sciarpe, calze di impigliarsi e rovinarsi. Il secondo è che il materiale morbido permette a chi infila le mani nei pensili di non graffiarsi o farsi male per sbaglio, e questo è molto utile se pensiamo a tutti gli armadietti che hanno cerniere ad altezza bambino.
ELA è un prodotto personalizzabile: si può scegliere il colore in modo da abbinarlo agli arredi di camera da letto, cucina e bagno; inoltre può essere incisa col nome del brand nel caso, ad esempio, di aziende che fanno complementi d'arredo su misura.




ELA rappresenta sicuramente una innovazione nella cura del dettaglio per quanto riguarda il product design, riuscendo a coniugare in un accessorio funzionale sia bellezza che esigenza di personalizzazione. 
Trovo davvero che sia un prodotto intelligente oltre che gradevole alla vista, ed è un ottimo esempio di come il buon design sia l'insieme di tecnica ed estetica, anche nella più piccola delle componenti. Voi che ne pensate?



English text

Today I would like to present you a beautiful and innovative product, winner of the " Interior Innovation " prize at the IMM Cologne 2013 and, most recently, the prestigious " Product Design Award " at the IF DESIGN 2014. I'm talking about the hinge cover ELA , designed by Daphne Koz and Marcus Susani for SAMET, which has its headquarters in Istanbul and is the fifth group worldwide in the field of ironware and functional accessories for the furniture.ELA is a soft and elastic cover for the metal hinges inside our furniture to make them stylish and feminine. Its  thin and flexible structure accompanies the movement of the mechanical components of the hinge itself, allowing a normal opening and closing of the doors.
In addition I see two side benefits. The first is that the metal parts are completely hidden, preventing clothes, scarves, socks getting caught and damaged. The second is that the soft material allows those who shoves his hands in the cabinets to not get scratched or get hurt by accident, and this is very useful if we think of all the cabinets that have hinges at child's height .ELA is a product customizable: you can choose the color to match with the decor of the bedroom, kitchen and bathroom, and it also can be engraved with the name of the brand in the case, for example, of companies that make furnishing of measure.ELA certainly represents an innovation in the care of detail regarding the product design, managing to combine into a functional accessory both aesthetics and the need for customization.I really think it's smart as well as pleasing to the ey, and it is a good example of how good design is the union of technical skills and aesthetic ones, even in the little components. What do you think?
18 marzo 2014

Micro-house a Madrid

Vi avevo già avvisati: il tema degli spazi piccoli torna inesorabilmente perchè ne sono affascinata. Questo che vi faccio vedere oggi è veramente mignon: si tratta di 28 metri quadri progettati dallo studio Beriot Bernardini Arquitectos di Madrid. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una scatola bianca, disegnata sfruttando ogni possibile angolo per incastrare cucina, bagno, armadi, librerie, letto. Il layout finale è molto semplice ed essenziale, e ciò che ne risulta è tutto fuorchè uno spazio oppressivo, nonostante le misure risicatissime. Trovare soluzioni abitative in spazi piccoli è un esercizio progettuale molto interessante, perchè in qualche modo ti costringe a pensare in modo rigoroso, tenendo sempre a mente la funzione oltre che la forma. Ma credo sia anche un essercizio di vita, poichè impone di non accumulare oggetti inutili e di curare lo spazio vitale in modo che non diventi entropico.
Potreste vivere in un ambiente del genere?









Progetto e foto via Desire to Inspire.


English text

I had already warned you: I am fascinated by the small spaces. The one I'll show you today is really mignon: it is 28 square meters designed by Beriot Bernardini Arquitectos studio of Madrid. Once again we find ourselves in front of a white box, designed by exploiting every possible angle to fit kitchen, bathroom, wardrobes, bookcases, bed. The final layout is very simple and basic, and what emerges is anything but an oppressive space, despite the measures. Find housing solutions in small spaces is a very interesting design exercise, because in some way it forces you to think in a rigorous manner, always keeping in mind the function over the form. But I think it is also an exercise of life, as it requires to not accumulate unnecessary items and to take care of the living space so that it does not become entropic.  
Could you live in a space like this?

12 marzo 2014

"The Apartment" reloaded: Copenhagen

Tempo fa scrissi di un concept molto interessante che riguarda uno showroom di oggetti di design allestito in un appartamento di New York City. Bene, oggi mi sono imbattuta nella versione europea di questo progetto. Si chiama "The Apartment" anche in questo caso, ma si trova a Copenhagen, in una residenza del 1790.
Le ideatrici di questo concept store sono Tina Seidenfaden Busck e Pernille Horn Haver, che di volta in volta creano il decor di questo appartamento in cui tutto è in vendita. I pezzi subiscono un ricambio ciclico man mano che vengono venduti, e ogni paio di mesi l'interior design viene rinnovato.
Continua a sembrarmi una idea geniale!








Via Project Fairytale, RumHemma


English text

Some time ago I wrote about a very interesting concept concerning a design showroom set up in a New York City apartment. Well, today I came across the European version of this project. It is called "The Apartment" even in this case, but it is located in a 1790 Copenhagen residence.
The curators of this concept store are Tina Seidenfaden Busck and Pernille Horn Haver, who create from time to time the decor of this apartment in which everything is for sale. The objects undergo a cyclic change as they are sold, and every couple of months the interior design is renewed.  
Still seems to me a brilliant idea!
10 marzo 2014

"I'm like Johnny Cash. I only wear black"

La citazione è della cantante Adele, e mi è venuta in mente leggendo un articolo scritto da Elisa Stellacci trovato sul portale Architettura Ecosostenibile. In realtà mi è capitato di vedere architetti coloratissimi, ma credo che ci sia un fondo di verità in questa cosa del dresscode. Vi rimando direttamente alla pagina, così potete leggere voi stessi perchè gli architetti si vestono di nero.

 Via

 Leggete anche questo post di ar:KID:lab, molto divertente!

 Via


English text

The quote is by the singer Adele, and I was reminded of it reading an article written by Elisa Stellacci found on "Architettura Ecosostenibile" webportal. Actually I have often seen colorful architects, but I think there is some truth in this dress-code thing. I refer you directly to the page, so you can read for yourself why architects wear black.
Please also read the post by "ar: KID: lab", very funny!




08 marzo 2014

"Barcode Room", ovvero la casa personalizzabile

Amo molto il Giappone, ne apprezzo la cultura e il senso dell'arte e della natura. Anche dal punto di vista del design non vengo mai delusa, e questo che sto per presentarvi è un esempio dell'estro nipponico che tanto mi piace. Il progetto, vincitore del Grand Prix e presentato alla Tokyo Designer's Week del 2012, si chiama Barcode Room, ed è stato ideato per un concorso dal team di Studio_01, composto da Alex Knezo e Akinori Hamada.  L'obiettivo era progettare una monolocale che fungesse sia da casa che da studio, e ci sono riusciti splendidamente realizzando una serie di moduli semovibili da spostare a piacimento per creare via via l'ambiente più adatto.


                                                 barcode_room by studio_01 from studio_01 on Vimeo.


Le 12 pareti scorrevoli consento di personalizzare lo spazio semplicemente muovendole, in più i vari pensili estraibili concorrono ad allestire lo spazio sempre in maniera ottimale rispetto alle esigenze di chi abita.




















Io lo trovo davvero geniale!
Buon Week End!

Progetto trovato su TID, video sul sito di Studio_01.
Foto:  © Studio_01


English text

I love Japan, I appreciate the culture and the sense of art and nature. I've never been disappointed even in design stuff, and the project I'm about to present to you is an example of  Japanese estrus  that I like so much. The project, which won the Grand Prix and was presented at the Tokyo Designer's Week in 2012, is called Barcode Room, and has been designed for a competition by the team of Studio_01, composed by Alex Knezo and Akinori Hamada. The goal was to design a studio that would serve both as a home and as a workplace, and they succeeded beautifully making a series of modules thet you can move to create the most suitable environment.  

With the 12 sliding walls, you can personalize the space simply by moving; in addition there are various pull-out cabinets you can combine to set up more space in an optimal manner to meet the needs of those who live there.  
I find it truly brilliant!  
Happy Weekend!